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Non solo bit e byte!

Come utilizzare i modelli di TextMaker, Parte 1


Quando si utilizza un elaboratore di testo per creare documenti ci si rende ben presto conto che molti documenti hanno un aspetto simile. La corrispondenza, così come le fatture, le convocazioni per le riunioni e vari altri documenti avranno spesso lo stesso tipo di impaginazione.

Alcuni utenti di TextMaker iniziano a scrivere ogni lettera partendo da un documento vuoto, mentre altri utilizzano i modelli predefiniti. Gli utenti più “smaliziati”, invece, aprono un vecchio documento. eliminano il testo già esistente e inseriscono quello nuovo e, alla fine, salvano il nuovo documento con un nuovo nome. In questo caso, però, si tratta di un’operazione che comporta alcuni rischi: per esempio ci si può dimenticare di inserire il nuovo nome del destinatario, oppure sovrascrivere un documento già esistente.

Un approccio migliore prevede di creare un documento personalizzato e di salvarlo come modello di documento riutilizzabile. Non è un’operazione così complicata come sembra e qui presenterò una procedura sequenziale e dettagliata per la creazione di un modello di documento.

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Perché preferisco SoftMaker Office


Dovendomi adeguare alla politica adottata dalla mia azienda, sul lavoro sono da poco diventato un utente di Microsoft Office. A casa, però, utilizzo SoftMaker Office. Il passaggio da un sistema all’altro si è dimostrato meno problematico di quello che mi aspettassi. In realtà, è successo il contrario: scrivere documenti con TextMaker e modificare fogli di lavoro con PlanMaker non ha fatto altro che rafforzare la mia sensazione di “essere a casa”.

Al lavoro devo utilizzare gli strumenti che mi consentono di svolgere i mei compiti ma quando sono a casa sono libero di utilizzare quelli che preferisco e questo mi ha dato l’impressione che il software che uso a casa sia più efficiente.

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Interrompi, Riprova, Errore?


Molto tempo fa c’era un sistema operativo progettato in modo così insufficiente che, quando si verificava un errore grave e irrecuperabile, proponeva agli utenti solo tre soluzioni: “Interrompi”, “Riprova” e “Ignora”. In sostanza, questo significava che per la condizione rilevata non vi erano speranze di soluzione.

Ogni volte che mi veniva presentato questo messaggio sapevo che, indipendentemente dalla mia scelta, il risultato sarebbe stato altrettanto insufficiente e, pertanto, non facevo altro che scegliere “Interrompi”. E sapevo ben poco del fatto che si trattava del precursore del pulsante “Annulla”.

Quando in una finestra di dialogo compare l’opzione di annullamento, di solito si tratta di assumere una decisione cruciale che richiede un comportamento deciso. Quando viene proposta un’opzione di annullamento alcuni utenti si sentono impreparati: “Non capisco che cosa succederà se confermerò la richiesta, per cui preferisco premere il pulsante ‘Annulla’”. Ma questa non è sempre la scelta migliore.


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Assistenti vocali: dolcetto o scherzetto?


Innanzitutto, non aspettatevi una panoramica ponderata dei vari sistemi di assistenza vocale. Sono troppe le occasioni nelle quali Alexa & Co. mi ha davvero seccato per consentirmi di essere onesto ed obiettivo. Non ho mai avuto necessità di un mio assistente vocale per arrivare a queste considerazioni: mi à bastato andare a trovare alcuni amici che avevano installato dispositivi “Smart Home”.

Naturalmente, i sistemi di controllo vocale e la domotica non sempre sono privi di senso: in alcune condizioni Bixby, Cortana, Google Now e Siri possono risultare particolarmente utili. Quando si devono mantenere entrambe le mani sul volante, oppure se si hanno le braccia ingessate un’assistente vocale che può essere gestito dalla voce diventa davvero utile.

Come molte altre invenzioni tecnologiche, anche gli assistenti vocali hanno i loro pro e contro. Ed è proprio sui pro e sui contro che vorrei concentrarmi.


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Desistere e passare oltre: la vita dopo Windows 7

Ripresa e integrazione del tema principale del precedente articolo sul blog: Windows 7 funziona ancora bene, ma sta morendo. A partire dal 14 gennaio 2020, Microsoft non rilascerà più gli aggiornamenti di sicurezza per Windows 7, lasciando così il sistema operativo esposto a possibili attacchi malware.

Per fortuna, abbiamo a disposizione alcune valide strategie di uscita: aggiornare il sistema passando a Windows 10, passare a un sistema operativo diverso come Linux o macOS, oppure optare per una soluzione mobile completa. Questo articolo fornirà alcuni consigli specifici su come abbandonare Windows 7.



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