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Non solo bit e byte!

Trasferimento dei dati su un nuovo telefono

Con tutto quello che è capitato quest’anno, è quasi un sollievo aver potuto constatare che il Natale sia di nuovo arrivato come previsto. Malgrado tutto, lo spirito del Natale rimane immutato, in attesa di ricevere i regali. Sono molti quelli che hanno raggiunto la loro destinazione finale e, fra questi, i più gettonati sono stati dei nuovi smartphone.

Tuttavia, la gioia di ricevere in regalo un nuovo dispositivo Android potrebbe rapidamente trasformarsi in frustrazione quando si dovranno trasferire i dati e le app dal vecchio al nuovo cellulare. A meno che tutti i dati siano stati precedentemente messi al sicuro su Google, sarà necessario ridefinire ex novo tutte le impostazioni. Vi sono molteplici approcci per farlo, ma ciascuno ha proprie peculiarità e vantaggi. Ma non ci si deve fare intimidire... Qui vedremo come procedere.

Non solo bit e byte!

Il rischio di essere truffati

I criminali informatici stanno prendendo di mira ospedali, agenzie governative e società commerciali adottando schemi estorsivi sempre più sofisticati. Gli aggressori avviano furtivamente il criptaggio dei file delle vittime degli attacchi e chiedono ingenti somme di denaro per inviare la chiave di decrittazione per il recupero dei dati.

La maggior parte di questi schemi prevedono, innanzitutto, l’invio di un’e-mail truffa (scam). Gli attuali messaggi di posta indesiderata (spam) possono anche essere diabolicamente sofisticati, con la capacità di inserirsi nelle conversazioni legittime e nelle transazioni commerciali per arrecare il maggior danno possibile. Per proteggersi da queste truffe è quindi necessario essere sempre un passo avanti in questo “gioco” degli aggressori.

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Fornire assistenza da casa: come gestire l’assistenza remota

“Scusa se ti disturbo. Visto che sei un esperto di computer, potresti aiutarmi a risolvere un problema...?” Quando si riceve una telefonata di questo tipo da un amico o da un parente questo, di solito, significa che si trovano in serie difficoltà. Per fortuna ci sono alcuni strumenti che consentono di fornire assistenza remota: evitano di perdere mezz’ora in macchina per andare a risolvere un problema che potrebbe essere di lieve entità.

Il mercato offre diversi strumenti per l’accesso remoto in ambiente Windows. Per limitarci a tre, i migliori sono TeamViewer, AnyDesk e vari client Virtual Network Computing (VNC), e tra questi il più diffuso sembra essere UltraVNC.

Se state già utilizzando uno strumento di accesso remoto, il consiglio migliore è di non abbandonarlo e di continuare a utilizzarlo. I software VNC sono difficili da installare per gli utenti meno esperti, per la presenza di problemi di traduzione degli indirizzi di rete (NAT) dei router fra i due computer coinvolti.

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Perché preferisco SoftMaker Office


Dovendomi adeguare alla politica adottata dalla mia azienda, al lavoro sono da poco diventato un utente di Microsoft Office. A casa, però, utilizzo SoftMaker Office. Il passaggio da un sistema all’altro si è dimostrato meno problematico di quello che pensavo. In realtà, è successo il contrario: scrivere documenti con TextMaker e modificare fogli di lavoro con PlanMaker non ha fatto altro che rafforzare la mia sensazione di “essere a casa”.

Al lavoro devo utilizzare gli strumenti indicati dall’azienda, ma quando sono a casa sono libero di utilizzare quelli che preferisco, e questo mi ha dato l’impressione che il software che uso a casa sia più efficiente.


Grazie.

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